domenica 30 novembre 2014

La canzone del bambino nel vento

Tempo fa, durante un workshop organizzato dall'Associazione Bottega Errante e condotto dalla fotografa Monika Bulaj, mi impegnai a realizzare alcune immagini a Trieste, con l'obiettivo di raccontare le storie della città attraverso i luoghi. Alcune immagini avevano un contenuto simbolico molto forte e facevano un chiaro riferimento alla tragedia della Shoah. Cinema? Background di studi storici? Musica? Immagini? Per molto tempo mi sono chiesta la ragione per cui in certe situazioni vedevo in modo la tragedia che colpì la comunità ebraica di tutta Europa (Italia inclusa), senza tuttavia arrivare a un dunque. Ma qualche giorno fa, ascoltando durante la corsa, e dopo tanti anni, "I Nomadi" ho capito l'origine di tale suggestione: "La canzone del bambino nel vento", del cantautore Francesco Guccini. Di primo acchito ero perplessa: "No, non può essere, non sono ammattita completamente… ancora". Poi, però, mettendomi davanti al computer a riguardare non solo le foto scattate durante il workshop, ma anche altre, realizzate successivamente (pure di recente), mi sono convinta che era proprio così. Poi, siete voi a dover giudicare.

Qui la canzone di Guccini, interpretata dai Nomadi, per esteso. Di seguito le immagini, realizzate in Porto Vecchio, in Risiera, nel Campo profughi di Padriciano, nel Cimitero di Sant'Anna, a Servola, davanti alla Ferriera, nella cattedrale di San Giusto, in Val Rosandra.

Son morto con altri cento
Son morto ch'ero bambino
Passato per il camino
E adesso sono nel vento,
E adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz c'era la neve
Il fumo saliva lento
Nel freddo giorno d'inverno
E adesso sono nel vento,
E adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz tante persone
Ma un solo grande silenzio
È strano, non riesco ancora
A sorridere qui nel vento,
A sorridere qui nel vento

Io chiedo, come può un uomo
Uccidere un suo fratello
Eppure siamo a milioni
In polvere qui nel vento,
In polvere qui nel vento.

Ancora tuona il cannone,
Ancora non è contenta
Di sangue la belva umana
E ancora ci porta il vento,
E ancora ci porta il vento.

Io chiedo quando sarà
Che l'uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà,
E il vento si poserà.

Io chiedo quando sarà
Che l'uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà,
E il vento si poserà.


Cimitero ebraico Trieste
Son morto con altri cento
Cimitero cattolico Trieste
Son morto ch'ero bambino
Risiera di San Sabba
Passato per il camino
E adesso sono nel vento
Porto Vecchio Trieste
Ad Auschwitz c'era la neve
Il fumo saliva lento
Val Rosandra
Nel freddo giorno d'inverno
E adesso sono nel vento
Ad Auschwitz tante persone
Cella Risiera San Sabba
Ma un solo grande silenzio
E' strano non riesco ancora a sorridere
Qui nel vento
Io chiedo come può un uomo
Uccidere un suo fratello
Eppure siamo a milioni
In polvere qui nel vento
Ancora tuona il cannone
Risiera di San Sabba
Ancora non è contento di sangue
La belva umana
E ancora ci porta il vento
Cattedrale di San Giusto
Io chiedo quando sarà
Che l'uomo potrà imparare a vivere
Senza ammazzare
Campo profughi Padriciano
E il vento si poserà

martedì 18 novembre 2014

Workshop fotografici

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